[Windows 10] WSL: dove si trova la mia /home ?

Ieri sera mi sono ritrovato un attimo spiazzato. Avendo scaricato un file tramite uno script bash con WSL (Windows 10), ovviamente pornografia della peggior specie tutto fatto per la scienza ovviamente, non riuscivo a trovare la directory /home da Explorer cosi da poter copiare il file sul mio NAS. Quindo dopo una breve ricerca su Google ho trovato la risposta. La nostra /home si trova su:

C:\Users\\AppData\Local\Packages\CanonicalGroupLimited.UbuntuonWindows_79rhkp1fndgsc\LocalState

Dunque una volta trovata la directory giusta ho potuto copiare il file desiderato sul server dei pornazzi NAS senza problemi.

WSL

:# /dev/null/

Fonte

Annunci

[Windows 10] Installare Windows Subsystem for Linux

Piccola nota personale, avevo bisogno di testare uno script bash al volo ma avevo solo Windows 10 a disposizione, cosi ho deciso di abilitare Windows Subsystem for Linux. È un operazione veramente banale, aprite Powershell con i poteri di admin e poi scrivete:

Enable-WindowsOptionalFeature -Online -FeatureName Microsoft-Windows-Subsystem-Linux

Fatto questo riavviamo Windows quando viene richiesto e dopo il reboot apriamo lo store di Microsoft e installiamo la versione di bash che preferiamo. Io ad esempio ho scelto quella di Ubuntu.WSL.png

Dopo aver scelto la versione di Bash apriamo il collegato chiamato come la distribuzione che abbiamo scelto, aspettiamo qualche minuto per la configurazione e immettiamo il nome utente e la password per l’ambiente Linux. Fatto questo saremo pronti per avviare gli scrit bash per il lancio dei nostri missili nucleari e ovviamente anche per evocare satana e le squillo di lusso.

:# /dev/null/

Fonte

Ora la distro torna a fare la distro

E venne il giorno in cui Mark Shuttleworth dovette calarsi le braghe e annunciare questo al mondo:

‘we will end our investment in Unity 8, the phone and convergence shell’

Ci sono voluti 5 anni per capirlo ma alla fine c’è l’hanno fatta. È stato bello crederci, è stato bello proporre la “convergence” open source, ma se pure Microsoft ha cannato (cioè “circa come quasi”, il discorso con MS è leggermente più complesso come mi ha fatto notare il buon Alessio) in questo be allora c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato in questo approccio.

ubuntu

RIP Unity (2010-2017), addio e grazie per tutto il pesce 😀

Anni sprecati, milioni di euro in sviluppo spesi per cosa Canonical? Per un pugno di mosche, io sono sempre stato dubbioso nei riguardi di Unity, poi con Unity 8 ho capito che si trattava di una chimera peggio di E17, solo che alla fine il team di Enlightenment l’ha rilasciato veramente il nuovo ambiente grafico stabile.

Discorso diverso era Mir, li proprio non ci sono mai state possibilità, tutta la community è con Wayland, il progetto Mesa sta con Wayland (cioè nemmeno scrivevano i driver open source per Mir perché era un casino immane farli) e pure Nvidia ha iniziato a svilupparci sopra qualche driver (anche se con diverse magagne). Dunque appena sarà defunto il caro vecchio Xorg, ed è solo questione di tempo, lo standard sarà Wayland e finalmente (si spera) non dovremmo aggiornare il server grafico per ogni cazzo di update dei driver.

Mi ci voleva una notizia “bomba” come questa per farmi tornare a scrivere elucubrazioni su Linux. Io comunque vorrei sempre ringraziare Canonical perché alla fine Ubuntu resta la mia distribuzione, uso tutt’oggi Ubuntu 16.04 LTS con Plasma 5 e mi trovo benissimo.

Quindi finalmente la distribuzione potrà tornare a fare la distribuzione, ovvero il lavoro che gli riesce meglio, senza dunque sprecare energie in ambienti grafici che altri team fanno molto meglio.

Anni fa lessi un metafora davvero ben azzeccata (non mi ricordo da chi quindi mi perdoni la non citazione se mi sta leggendo): “le distribuzioni devono coprire bene l’ultimo miglio ovvero lo spazio che separa il desktop environment dall’utente finale”.

Una buona distribuzione, come era ed è tutt’oggi Ubuntu, si occupa appunto di questo di coprire tale miglio con patch e limature all’esperienza utente. Quasi quasi, per Ubuntu 18.04 LTS potrei fare una capatina su GNOME. Vedremo l’anno prossimo 😀

:# /dev/null/

PS: ovviamente stendiamo un velo pietoso su Ubuntu Phone che a mio avviso non ha mai nemmeno potuto rivaleggiare con Android anche se era partito con il piede giusto cercando partner hardware.