Ora la distro torna a fare la distro

E venne il giorno in cui Mark Shuttleworth dovette calarsi le braghe e annunciare questo al mondo:

‘we will end our investment in Unity 8, the phone and convergence shell’

Ci sono voluti 5 anni per capirlo ma alla fine c’è l’hanno fatta. È stato bello crederci, è stato bello proporre la “convergence” open source, ma se pure Microsoft ha cannato (cioè “circa come quasi”, il discorso con MS è leggermente più complesso come mi ha fatto notare il buon Alessio) in questo be allora c’è qualcosa di fondamentalmente sbagliato in questo approccio.

ubuntu

RIP Unity (2010-2017), addio e grazie per tutto il pesce 😀

Anni sprecati, milioni di euro in sviluppo spesi per cosa Canonical? Per un pugno di mosche, io sono sempre stato dubbioso nei riguardi di Unity, poi con Unity 8 ho capito che si trattava di una chimera peggio di E17, solo che alla fine il team di Enlightenment l’ha rilasciato veramente il nuovo ambiente grafico stabile.

Discorso diverso era Mir, li proprio non ci sono mai state possibilità, tutta la community è con Wayland, il progetto Mesa sta con Wayland (cioè nemmeno scrivevano i driver open source per Mir perché era un casino immane farli) e pure Nvidia ha iniziato a svilupparci sopra qualche driver (anche se con diverse magagne). Dunque appena sarà defunto il caro vecchio Xorg, ed è solo questione di tempo, lo standard sarà Wayland e finalmente (si spera) non dovremmo aggiornare il server grafico per ogni cazzo di update dei driver.

Mi ci voleva una notizia “bomba” come questa per farmi tornare a scrivere elucubrazioni su Linux. Io comunque vorrei sempre ringraziare Canonical perché alla fine Ubuntu resta la mia distribuzione, uso tutt’oggi Ubuntu 16.04 LTS con Plasma 5 e mi trovo benissimo.

Quindi finalmente la distribuzione potrà tornare a fare la distribuzione, ovvero il lavoro che gli riesce meglio, senza dunque sprecare energie in ambienti grafici che altri team fanno molto meglio.

Anni fa lessi un metafora davvero ben azzeccata (non mi ricordo da chi quindi mi perdoni la non citazione se mi sta leggendo): “le distribuzioni devono coprire bene l’ultimo miglio ovvero lo spazio che separa il desktop environment dall’utente finale”.

Una buona distribuzione, come era ed è tutt’oggi Ubuntu, si occupa appunto di questo di coprire tale miglio con patch e limature all’esperienza utente. Quasi quasi, per Ubuntu 18.04 LTS potrei fare una capatina su GNOME. Vedremo l’anno prossimo 😀

:# /dev/null/

PS: ovviamente stendiamo un velo pietoso su Ubuntu Phone che a mio avviso non ha mai nemmeno potuto rivaleggiare con Android anche se era partito con il piede giusto cercando partner hardware.

Riprodurre file H.265/HEVC su Ubuntu con VLC

Erano tipo anni che VLC non mi deludeva e invece ieri sera mentre mi accingevo a guardare la solita puntata di The Walking Dead ecco che il programma mi si presenta cosi come un pulcino bagnato:poor vlc

Povero non si ritrovava il codec giusto per la decodifica dei file hevc (oddio erano decenni che non installavo codec a mano), cosi mi sono messo a cercarli in rete. Dopo una rapida ricerca su google ho trovato un comodo PPA con i pacchetti appropriati:

sudo apt-add-repository ppa:strukturag/libde265

sudo apt-get update

sudo apt-get install vlc-plugin-libde265

Fatto questo ho potuto riprendere a vedere i soliti squartamenti del martedì.

Saluti e baci.

:# /dev/null/

PS: si uso Ubuntu 14.04 perché so pigro.

Via

Cambiare DNS su Linux Ubuntu

Taaanto tempo fa, in una galassia lontana lontana (Cit) scrivevo su questo angolo del web tutto mio. Oggi invece scrivo in altri posti perché sostanzialmente me pagano per farlo. Ora torno a scrivere due righe su questo blog dopo un anno perché ultimamente mi sono ritrovo a non poter più visualizzare uno dei mie siti porni preferiti.

Tuttavia da rete 4G di Wind il sito si vedeva e le signorine erano sempre intente a fare il loro dovere. Quindi a quel punto il problema mi è stato subito ovvio, si trattava di un problema di DNS. Probabilmente Fastweb ha fatto dei casini ultimamente o magari quel sito ha cambiato qualcosa bho, per non sapere ne leggere ne scrivere ho dunque optato per usare gli OpenDNS.

Per impostarli su Ubuntu, ma tutti i network manager su Linux possono farlo, basta andare sul vostro gestore di rete>edit>ipv4> Method>Automatic (Only addresses) ed inseriamo nel campo DNS Server gli OpenDNS aka: 208.67.222.222,208.67.220.220dns

Salviamo et voilà dopo una veloce notifica del sistema che ci avverte che ci siamo riconnessi saremo di nuovo pronti alla masturbazione, sempre se non abbiamo un sito porno di backup ma sapete sono ormai restio a modificare le mie abitudini.

Fonte