Cosa manca all’ecosistema GNU/Linux: Sana autocritica

Era un po che evitavo di scrivere post critici con possibili sviluppi di flame war, anche perché non ci guadagno nulla io (non metto pubblicità sul blog) ne tanto meno i lettori, tuttavia oggi tra un carciofo in pastella e un pezzo di agnello mi sento particolarmente ispirato quindi ora vi sorbirete un mega suppostone di riflessioni ed elucubrazioni personali sull’ecosistema GNU/Linux.


Le lacune

L’ecosistema GNU/Linux in cui io sguazzo felicemente da anni possiede in se alcune lacune non nella sua filosofia, ma a mio avviso mancano dei software che spesso gli utenti cercano e non trovano, oppure se il software c’è ma ha grossi limiti:

Video Editing:

Se si tratta di unire due video in croce e aggiungere un sottofondo musicale ok ci siamo, tuttavia mancano software intermedi che permettono di fare quello che fa Windows Movie Maker o meglio iMovie, infatti avete mai provato ad aggiungere delle scritte in sovrimpressione su un video ? Avete mai provato a mettere in un riquadro un video più piccolo oppure delle immagini?

Be io ci ho provato ma a quanto pare su Linux è un impresa che per l’utonto medio non è nemmeno pensabile, senza contare che appena finisco di unire due video 2 volte su 3 openshot e Kdelive crashano oppure cominciano a consumare giga di ram. Su Linux purtroppo mancano ancora questi software che di solito sono sviluppate direttamente dalla stessa ditta che sviluppa il sistema operativo oppure da ditte che lo rilasciano come software proprietario.

Fortunatamente Editshare sta portanto su Linux Lightworks quindi entro l’anno prossimo dovremmo avere qualcosa si simile anche su Linux.

Gestione delle stampanti:

Non ho nulla contro cups che è uno strumento molto potente è versatile ma essendo sviluppato interamente dai developer Apple non è che ci sia questa grande ottimizzazione per Linux, “l’ultimo miglio” lo coprono le distribuzioni, su Ubuntu e Fedora ad esempio la stampa è gestita davvero bene, si cominciano a vedere dei problemi con la gestione delle multifunzione infatti se proviamo a gestire lo scanner su gran parte delle multifuzione in commercio la cosa non è semplicissima anche se spesso basta rivolgersi al qualche forum oppure ad altri software nei repository.

Tuttavia questo nel 2013 non è accettabile, cazzo ci vuole un progetto, un fork, quello che volete, che coinvolga i developer di più distribuzioni per sistemare la situazione, di collaborazione appunto ne parlerò in seguito. Comunque è anche vero che i produttori spesso e volentieri ignorato totalmente Linux.

Un barlume di speranza arriva da giovane fork di cups, speriamo che i developer facciano bene il loro mestiere o che attirino l’interessa di qualche ditta.

Gestione del lettore CD/DVD e masterizzazione:

NO NON SONO SUPPORTI OBSOLETI CAZZO, i film ancora oggi vengono venduti in DVD, i giochi per pc vengono venduti in DVD, se voglio fare un backup dei mie porni dati su DVD il sistema non deve freezarsi o cominciare a laggare come un maiale, porca miseria con 4 GIGHI di Ram appena provo a copiare dei file da CD sul pc questo ancora un po e si impicca, arriva addirittura a swappare e questo su tutti i pc su cui ho masterizzato usando GNU/Linux, purtroppo è un problema che molto probabilmente varrà ignorato perché ormai sono supporti usati sempre di meno ma se i lettori Blue Ray non calano di prezzo e senza una diffusione della fibra ottica qui in Italia il CD resterà ancora in vita per decenni, senza contare che ho centinai di giochi originali su CD e DVD a cui voglio rigiocare ogni tanto, chiedo troppo forse ?

Manca un sistema di bundle software condiviso:

Io amo il sistema dei repository, specialmente sulle distribuzioni rolling release come Arch sono la cosa migliore che si possa trovare su Linux, praticamente ogni volta che penso che per aggiornare i programmi su Windows dovevo andare sito per sito a scaricarmi il pacchetto mi vengono i brividi. Invece mi viene duro come il marmo vedendo che con un solo comando posso aggiornare tutto il mio parco software su Linux grazie ai gestori di pacchetti che sono il punto cardine delle distribuzioni, basti pensare ad APT per Debian o pacman per Arch.

Tuttavia a molti utenti piace gestire il software in questo modo, senza contare che i developer non dovrebbero più stare a masturbarsi sulle dipendenze e sui pacchetti specifici delle vari distribuzioni, infatti la gestione del software via repository assicura stabilità e facilità d’uso per l’utente ma per chi sviluppa può essere un casino enorme.

Esempio banale, utonto su Windows XP, installa tutta la merda in rete e se la aggiorna da decenni (si ok però poi windows si impicca come sempre ogni tot di mesi). Utente di Ubuntu 10.04, aggiornare certi programmi oggi è letteralmente impossibile senza spaccare il sistema in due e iniziare a compilarsi dipendenza per dipendenza, un bordello che il 90% dell’utenza casalinga di GNU/Linux non incontrerà mai perché aggiorna la propria distribuzione (oppure perché passa a distro rolling release) ma in certi casi (tipo server casalinghi usati per scaricare il porno o mediacenter fatti in casa, oppure macchine obsolete) l’utente non può o non vuole aggiornare l’intero sistema ma solo i singoli programmi.

A mio avviso si potrebbe realizzare quello che già fa Mozilla con Firefox, ovvero dei bundle con Firefox precompilato che si porta le sue dipendenze dietro senza rivolgersi a quelle presenti nel sistema.

Si potrebbe creare un sistema di bundle unificato mantenuto da tutte le principali distribuzioni, in questo modo daremo all’utente maggiore libertà e oltre tutto si spegnerebbero i conflitti religiosi tra .deb e .rpm.

Ovvio che andando verso i bundle si vedranno i programmi aumentare di dimensione visto che ogni volta dovrete scaricare anche le stesse identiche dipendenze e librerie necessarie per il funzionamento del software, cosa che nel sistema dei repository non esiste, si scarica una singola volta una dipendenza o una libreria e la rimane pronta ad essere usata da tutti programmi che ne necessitano.

Si ok è tutta utopia, esiste già uno standard ed è RPM ma tutti quanti se ne fottono altamente perché lo standard de facto è il .deb, mentre distribuzioni ancora più fighe come arch usano altro.

Esistono progetti come Chakra che offrono dei bundle per i software in GTK, quello sarebbe un’interessante punto di partenza se solo le distro cominciassero a parlare tra di loro [ATTENZIONE FRASE FLAMMOSA] o meglio se la distribuzione più diffusa la smettesse di fare le troia alla ricerca di soldi e cominciasse a pensare all’utente magari pagando developer per migliorare le lacune da me descritte invece di continuare a sviluppare quella merda di Unity[/ATTENZIONE FRASE FLAMMOSA].

In conclusione:

Ok scusate lo sfogo ma lo tenevo dentro da mesi, sono cosciente che ogni ditta e libera di fare quello che vuole con i suoi developer e che ci sono mille mila distro, infatti sono un felice utente Arch Linux. Senza contare che anche gli altri Desktop Enviroment hanno i loro difetti, ad esempio su KDE c’è un enorme spreco di spazio in termini di pixel sul monitor senza contare qualche feauture che scompare e riappare a random ma rimane comunque un ambiente grafico con i contro cazzi rotanti superiore a gli altri desktop enviroment.

Queste sono le lacune che ho visto in 6 anni in cui vivo nel mondo GNU/Linux (quindi non proprio l’altro ieri), un ecosistema che mi ha donato tanta felicità e mi ha fatto cresce e che non abbandonerei mai e poi mai.

archlinux

Ci sarebbero altre cose di cui parlare ma sarebbe solo un voler allungare il brodo e poi è già ora di tornare ad abbuffarsi!

#: /dev/null/

PS: ATTENZIONE i commenti flammosi e volutamente troppo cazzoni saranno segati senza dire niente a nessuno, il blog e mio, il blog non è democratico quindi saluti e baci.

PSS: i fork alle volte (quindi non realizzati a membro di cane) sono il bene, vedasi quello di libusb, progetto arenato che ha ripreso vita nel fork.

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Installare drivers wifi bcm43xx su Linux

Negli anni passati sul sistema del pinguino ho avuto a che fare con poche periferiche non funzionanti, di solito bastavano due click del mouse o qualche comando via CLI per risolvere il tutto.

Una cosa che mi capitava spesso di fare era installare i drivers della scheda wifi del mio ex netbook (il mio attuale netbook dispone di scheda di rete Atheros con drivers opensource integrati nel kernel, quindi fungono out-of-the-box senza bisogno di masturbazioni varie) che montava un scheda wifi broadcom serie 43xx. Di solito bastava una cavo di rete ethernet e i tools di ubuntu facevano tutto.

Tuttavia come sapete io su Ubuntu non ci sono rimasto in eterno, infatti mi sono avviato verso altri lidi più croccanti e pornografici (leggi Debian Sid e ArchLinux) dove i comodi tools grafici erano praticamente assenti. Ovviamente questo non mi scoraggiò e col tempo sono riuscito a percorrere le vie della Forza come ogni Jedi/Sith deve fare.

Ordunque se avete problemi nell’installare i drivers broadcom sulla vostra distribuzione consultate questa pagina e individuate la vostra scheda wifi (date un lspci o un lsusb sul terminale se non conoscete il modello).

Una volta accertati che il modello rientri nella serie bcm43xx, assicuratevi di aver installato b43-fwcutter sul vostro sistema (qui trovate il .deb, ma comunque potete anche installarlo via synaptic/software center/AltroToolGrafico collegandovi via ethernet), poi loggatevi come utente root nel terminale e date i seguenti comandi:

wget http://downloads.openwrt.org/sources/broadcom-wl-4.150.10.5.tar.bz2

tar xjf broadcom-wl-4.150.10.5.tar.bz2

cd broadcom-wl-4.150.10.5

cd driver

sudo b43-fwcutter -w /lib/firmware/ wl_apsta_mimo.o

Fatto questo adesso il vostro gestore di reti (Networkmanager o wicd per esempio) dovrebbe cominciare a cercare e a trovare le reti in automatico e voi potrete continuare a scaricare i vostri porni una volta configurata la rete.

Nel caso la vostra scheda wifi non desse comunque segni di vita assicuratevi che sia accesa (i vecchi netbook alle volte hanno un tastino apposito) dando via terminale (sempre loggati come utente root):

ip link set wlan0 up

oppure

ifconfig wlan0 up

I due comandi qui sopra attiveranno la vostra scheda wifi (nel caso di errore provare a cambiare nome magari si chiama wlan1 oppure wlan$sarcazzo e comunque LEGGETE sempre l’errore che vi da).

:# /dev/null/

PS: questa guida era già stata pubblica su questo blog ma dentro un post abbastanza vecchio con un titolo del tutto diverso (e con uno scopo del tutto diverso) e dopo una richiesta di aiuto di un mio follower su twitter ho deciso di ripostare la guida con un titolo più appropriato cosi da essere maggiormente reperibile.

Pensare prima di bestemmiare

Oggi è il giorno in cui mi godo le mie Serie TV sul mio televiosre HD ready (580p) quindi di solito prendo la mia scheda SD da 8Gb formattata in NTFS (ok non pretendo il supporto ad ext4 ma almeno distribuire un firmware su internet che estenda il supporto ad altri file sistem ? Dai su stiamo parlando di emetec [il mio mediabox è un Emetec N200] non di una ditta da strapazzo) e ci piazzo su i porni le puntate in arretrato.

Oggi però capita che il mio pc principale fosse occupato da altra gente quindi non mi dispero prendo il mio netbook e usando kget riesco a recupero le puntate che mi servono.

Tutto ok sino a questo punto da qui ho avuto una mezz’ora di bestemmie intense perché una volta montata la mia scheda SD non sembrava disposta a farsi fare nulla.

Io: Cancella sto file

SD: No non puoi!

Io: WTF!? CANCELLALO!

SD: NO!

Io: Okydocky, Ciao di nuovo ora sono utente Root elimina quel file e copia dentro di te quell’altro file.

SD: Si come no…SCORDATELO!

Io: Ok NTFS deve essere andato a donnine, formattati!

SD: SI un secondo…ERRORE NON PUOI FARLO!

Dopo tutto un attimi in cui ho maledetto i creatori di NTFS per le prossime ventordici generazioni mi sono ricordato in piccolissimo dettaglio…non avevo installato ntfs-3g su Arch (si ok non è che me lo sia scordato è che non ho mai avuto la necessità di gestire memoria di massa formattate in NTFS sul mio netbook).

Dopo essermi accordo di tutto ciò ho deciso di smetterla di autotrollarmi e ho installato ntfs-3g:

sudo pacman -S ntfs-3g

Un reboot dopo l’SD è tornata disponibile a farsi usare e ho potuto guardami in pace le mie serie tv sul divano.

:# /dev/null