Connettersi al nostro server FTP con Dolphin

Tempo fa vi avevo parlato di come avessi creato il mio server FTP casalingo usando il mio Raspberry Pi. Di solito per gestirlo uso il fido Filezilla tuttavia di recente mi sono ricordato che il mio file manager preferito, Dolphin, disponeva di una funzione simile.

Dunque nella colonna in alto a sinistra chiamata risorse dovete cliccare sull’icona chiamata rete, da li cliccate sull’icona chiamata “aggiungi cartella di rete” e vi comparirà un menù dove dovrete selezionare la voce FTP, fatto questo dovrete immettere i dati del server e sarete dentro!

server_ftp_doplhin

Come vedete è una cosa davvero semplice, in oltre Dolphin creerà una nuova voce all’interno della directory Rete con il nome del server FTP in modo tale da non dover reimmettere i dati del server ogni volta.

:# /dev/null/

Fonte

Server FTP && Raspberry Pi

Può capitare di essere talmente pigri da non volersi alzare dal divano per andare a staccare la pennetta USB da 30GB, attaccata al Raspberry, contenente i nostri porni file scaricati.

Cosi mi sono deciso a farmi un serverino FTP fatto in casa usando il mio raspberry. La procedura è semplicissima, prima di tutto si installa il demone sul raspberry:

sudo apt-get install proftpd-basic

Durante l’installazione ci chiedere come vogliamo avviarlo io ho scelto standalone come consigliato da questa guida dei ragazzi di Debianizzati.org

Successivamente stoppiamo il demone:

sudo /etc/init.d/proftpd stop

e andiamo a rinominare il nostro server ftp con il nome che vogliamo:

sudo nano /etc/proftpd/proftpd.conf

editando questa riga:

ServerName “Picchio Porn FTP Server”

salviamo e riavviamo il server:

sudo /etc/init.d/proftpd start

Fatto questo possiamo anche chiudere la connessione ssh al raspberry e andiamo connetterci al nostro server ftp usando un client, io ho scelto Filezilla.

ftp-server

Una volta aggiunti IP, user, password e porta 21 saremo pronti per trasferire sul nostro pc i porni appena scaricati i file che desideriamo.

:# /dev/null/

PS: ho letto in giro gente che afferma che il raspberry non c’è la fa a far girare ServerFTP+DemoneTrasmission+Xorg. Be gente questa cosa non è vera perché uso felicemente questa configurazione sul mio raspberry e la CPU regge benissimo, oscilla tra il 6-10% e i consumi di Ram sono appena 64mb (valori presi da htop).

Usare Xorg via SSH

Tempo addietro avevo letto che via SSH era possibile utilizzare anche applicazioni grafiche come se usassimo un’applicazione di desktop remoto.

Cosi ho deciso di testare il tutto sul mio Raspberry Pi. Dunque per avviare un applicazione grafica dobbiamo accertarci che nel file di config di SSH sia abilitata la funzione X11Forwarding. Stoppiamo il demone di SSH:

sudo /etc/init.d/sshd stop

poi apriamo il file di config:

sudo nano /etc/ssh/sshd_config

Modifichiamo il parametro in yes (se non è già settato cosi), salviamo e chiudiamo il file. Poi riavviamo il demone SSH:

sudo /etc/init.d/sshd start

Ottimo, adesso apriamo una nuova connessione ssh verso il nostro server del porno Raspberry e proviamo ad aprire un’applicazione grafica ma attenzione dovremo usare una sintassi leggermente diversa per abilitare l’uso di Xorg:

ssh -X picchio@IndirizzoIPdelRaspberry

Una volta connessi avviamo un applicazione di prova, tipo il file manager:

pcmanfm

Se ci comprare una finestrella con pcmanfm è fatta, ed ora possiamo gestire i nostri file da remoto usando uno strumento grafico 😀xforwarding

I comandi usati per stoppare e riavviare i demoni vanno bene per Debian o Ubuntu ma su Arch o su altri sistemi che usano Systemd la sintassi cambia. Se avete mantenuto la compatibilità con rc.config su Arch allora potete usare i classici comandi:

sudo rc.d sshd stop

sudo rc.d sshd start

UPDATE: come fatto notare da cippaciong nei commenti sarebbe meglio usare una sintassi diversa per l’Xforwarding, ovvero:

ssh -C -Y picchio@IpDelServer

Infatti usando il paramento -X si è esposti a rischi per la sicurezza.

:# /dev/null/

PS: a per chi non lo sapesse Xorg deve essere installato e avviato su entrambe le macchine, quindi se usate Arch sul Raspberry assicuratevi di averlo installato e configurato.

Fonti: Guiodic