Ubuntu cosa mi sei diventato?

Anni fa cominciai la mia esperienza nel mondo Linux installando Ubuntu 8.04, una delle migliori distribuzioni che Canonical abbia mai realizzato. Tuttavia col tempo Canonical ha avuto la pretesa di “reinventare” il desktop e proporre una sua visione dell’esperienza d’uso della distribuzione tutta sua.

Ora la stessa scelta l’ha fatta GNOME ma lo gnomo è un desktop enviroment mentre Canonical si dovrebbe occupare dello sviluppo di una buona distribuzione, che poi si occupi dello sviluppo di un’ambiente grafico per me non è necessariamente un bene.

Qualche giorno fa mi sono reso conto che la partizione sul mio netbook dedicata ai test era li a prendere polvere da anni senza essere usata, li era installata una Linux Mint 11 con il caro vecchio GNOME 2. Cosi in un pomeriggio di scazzo ho deciso di riprovare Ubuntu dopo 2 anni da felice utente Arch.

Una volta montato il file ISO sulla penna USB con dd ho avviato Ubuntu 13.04 e dopo 10 minuti il sistema era installato , un reboot dopo mi ritrovo davanti ad una schermata di  login che è veramente bella, cazzo Canonical ha sfruttato davvero bene LightDM e ha realizzato una schermata di accesso che mi ha fatto drizzare il cazzo, penso proprio che proverò a fare la stessa cosa sulla mia Arch.

P1090008b

Una volta dentro altra cosa che mi ha meravigliato è la resa di font, con Ubuntu Font e qualche patch varia Canonical ha fatto veramente un buon lavoro, guardare i titoli delle finestre, i menù e le scritte varie è davvero un piacere.

Anche la dock di Unity, che segue il colore dello sfondo del desktop, è migliorata molto sia come fluidità e come integrazione con il sistema in generale. Insomma per le rifiniture grafiche e per il risparmio dello spazio sullo schermo Canonical ha fatto un buon lavoro non c’è che dire.

Schermata del 2013-05-07 19:27:48

Ma qui finiscono le note positive e iniziano le grosse note negative, infatti per la prima volta devo lamentarmi della “stabilità” delle distribuzione. Ad ogni avvio di Ubuntu 13.04 c’è sempre un programma che crasha, programmi come “Impostazioni di sistema” che sono essenziali si chiudono in modo inaspettato.

Nota dolente è ancora il Software Center, al primo avvio si e quasi freezato e nei successivi avvi ci mette diversi secondi per aprirsi, ora questo può dipendere dal mio hardware ma cavolo sono anni che è in sviluppo, cosa vi costa alleggerire il codice ?

Altra imperfezione l’ho rilevata con il programma per la cattura degli screenshot, quando premo il testo “stamp” lo schermo diventa totalmente bianco per alcuni secondi, ok forse compiz vorrebbe propormi l’effetto “flash” della macchina fotografica ma cosi fa con po pena.

Ma ora arriviamo a quello che detesto di più di Ubuntu, ovvero la dash di Unity, tra vari sfarfallii durante l’utilizzo per me è davvero scomoda da usare, non c’è un pannello che raggruppi tutte le applicazioni installate ? Se devo cercare un programma di cui non ricordo il nome ?

O te lo ricordi, oppure ci vai per intuizione, tipo “mail” per la posta oppure “video” per VLC, ecc. Ma questo non arriverà mai alla comodità di un cazzo di menù con due categorie messe in croce.

Senza contare che adesso durante l’utilizzo hai pure la rottura di scatole delle ricerche su Amazon automatiche, si ok sono disattivatili  ma personalmente io penso anche che uno strumento sul mio desktop serva per lanciare le mie applicazioni o per leggere i mie dati, poi per il resto c’è il browser.

Insomma un’esperienza utente oscillante, gli aspetti grafici sono davvero ben curanti ma per me si sente la mancanza di un ambiente grafico serio come era GNOME 2. Dunque secondo la mia opinione Ubuntu è bocciato, da quanto si è lanciato in questa avventura che è Unity per me è diventato inusabile senza contare che ha scelto un windows manager come Compiz che è ormai morto e che serve solo per fare scena, quando c’erano wm anni luce avanti come kwin da poter usare e da foraggiare.

Adesso faccio un reboot e avvio la mia Arch cosi almeno torno a poter usare il computer. Ubuntu cosa mi sei diventato? Una volta era la distribuzione migliore nel panorama GNU/Linux oggi invece rischi di diventare la ragione per cui la gente lascia il mondo GNU/Linux. Meno male che esistono decine di distribuzioni nella quale l’utente si può ritrovare e usare con felicità.

:# /dev/null/

PS: le mie prove sono state effettuate su un pc certificato da Canonical ovvero l’ASUS PX1011, quindi il mio hardware funziona out-of-the-box con Ubuntu dunque non mi spiego gli sfarfalli che riscontro durante l’utilizzo del Dash di Unity.

PSS: ovviamente tutti i commenti dei cazzoni pro-Canonical verranno segati quindi se dovete commentare fatelo in modo costruttivo.

21 thoughts on “Ubuntu cosa mi sei diventato?

  1. Hai perfettamente ragione, l’ultima release buona di Ubuntu IMHO è la 10.4, da quando hanno introdotto unity è iniziato il declino, per comodità sono passato a Fedora, ma mi sa che a breve tornerò ad arch con gnome 3.6

  2. Anche io sto avendo crash alle applicazioni, Udisk su tutte, ma non ho reali problemi al sistema. Ho la notifica di crash, ma evidentemente il servizio viene riavviato perché, ad esempio Udisk funziona anche dopo la notifica.
    Il vero dramma di Ubuntu è la sensazione di freno a mano tirato. La prima volta che si usano dei servizi tipici di Unity ho dei lag spaventosi.
    Anche quasi due secondi per avere le icone di un alt+tab. Dopo la prima volta, comunque lento ma sotto il secondo.
    Compiz è rapido nei suoi effetti, ma massacra i processori appena parte e, comunque anche in idle mi prende un grasso 1%
    Impossibile giudicare positivamente questa release, pur apprezzandone qualche aspetto.
    Almeno, la distro in se, tutto sommato funziona e, visto le release precedenti è già un passo avanti.

  3. Spero che con l’avvento di Unity Next (scritto in qt) le cose migliorino molto da questo punto di vista. Unity può proporre un’esperienza utente spettacolare, se lo si usa con cognizione (ps. per la lista delle applicazioni apri la dash con super+a (oppure clicca sull’icona “A” in basso quando la apri) e lì puoi vedere tutto)

  4. Premetto che sul pc fisso uso con (viva e vibrante) soddisfazione KDE (anche se cmq Kubuntu). Mentre su un portatile sto provando da alcuni mesi Ubuntu 13.04 e devo dire che mi piace ongi giorno di più🙂

    Come ho scritto nella mia recensione della distro la considero una versione “di passaggio” verso il cosiddetto Unity Next, che tra le varie novità vedrà l’abbandono di Compiz come da te auspicato. Sui motivi che mi portano ad approvare (dopo averle criticate per due anni) le scelte di Canonical scriverò appena posso un post sul mio blog cercando di esprimermi nel modo più compiuto possibile😛 Ma sintetizzando, io credo che abbiano fatto un’interfaccia utente comunque usabile, che si adatta a dispositivi diversi, che pecca in personalizzazione ma in un modo che alla maggior parte degli utenti consumer (il grande pubblico che oggi non conosce che Windows, Apple e Android) probabilmente interessano poco, e che è subito riconoscibile (barra a sinistra, dash.. elementi chiari e distintivi). Questo – quando vuoi tentare di portare linux al grande pubblico, cosa finora mai riuscita – secondo me oitrebbe essere la strategia giusta.

    Concludo segnalando qualche imprecisione, ad es:

    “Ma ora arriviamo a quello che detesto di più di Ubuntu, ovvero la dash di Unity, tra vari sfarfallii durante l’utilizzo per me è davvero scomoda da usare, non c’è un pannello che raggruppi tutte le applicazioni installate ? Se devo cercare un programma di cui non ricordo il nome ?”

    Non è facilissimo trovarla ma c’è😛 Nella dash, cliccando sull’icona sotto della lente “Applicazioni” arrivi in una schermata con tutti i programmi installati. Da lì, a destra puoi filtrare per categoria come un normale menù (internet > browsers ecc)

    Un saluto

    • Per carità è vero che l’utonto medio cerca due icone in crone con il browser per andare subito su facebook ma è anche vero c’è una larga fetta di utenti che cerca qualcosa che sia pensato solo per il desktop, a me non frega nulla della sinergia tra più dispositivi. Infatti evito Unity e Gnome Shell come la morte.

      Per quanto riguarda la funzione per visualizzare tutti i programmi installati penso sia l’esempio lampante di come canonical si sia dimenticata degli utenti per lasciare spazio ai soli utonti.

      • @picchiopc La tua risposta spiega esattamente tutte le polemiche intorno a Ubuntu, Unity e Canonical degli ultimi 3 anni. Chi di fatto considera “utonti” il 90% delle persone che nel mondo usano un pc, non può di sicuro comprendere che queste possano avere esigenze diverse.

        Il bello di GNU/Linux è la scelta. E Ubuntu stessa può essere usata con ambienti di lavoro diversi, tramite le derivate. Io stesso uso KDE, ma a un certo punto ho capito che alcuni aspetti che per me erano fondamentali, alla maggior parte delle persone non interessavano😛 Non è né giusto né sbagliato, è così. Per cui credo che Canonical abbia fatto scelte sensate, se poi riuscirà o meno nell’intento lo scopriremo solo vivendo.

  5. Pienamente concorde col tuo articolo. C’è un ma. Il ma è che ho notato che Unity comunque è piaciuto alla maggior parte degli utenti sbarbatelli di Linux e sopratutto piace ai nuovi utenti che per la prima volta si accingono ad usare Linux (almeno questa impressione mi son fatto vagabondando per il web) Premesso che per me Unity è una immonda immondizia, a questo punto mi son chiesto: sono un nostalgico disadattato e Canonical ha creato la migliore distro di sempre, oppure Ubuntu Unity sul desktop è spazzatura usata come piattaforma di lancio per altro come tablet e smartphone (cosa che tra l’altro sta avvenendo) lasciando poveri imbecilli sul pc ad usare l’inusabile? Immaginate che risposta mi son dato.

    • “sono un nostalgico disadattato e Canonical ha creato la migliore distro di sempre, oppure Ubuntu Unity sul desktop è spazzatura usata come piattaforma di lancio per altro come tablet e smartphone[…]?”

      La mia risposta personale è: nessuna delle due🙂
      La distro “migliore” è quella che si adatta meglio alle nostre esigenze. Per questo da 10 anni uso sistemi gnu/linux e non sento l’esigenza di passare ad altro, nemmeno il tanto decantato Mac.

      Canonical mi pare abbia un obiettivo di fondo: portare il proprio sistema linux al grande pubblico. Quello che compra il pc al supermercato e lo usa per navigare, stampare, ascoltare musica, ritoccare foto, lavorare, giocare e guardarsi i film. Quel tipo di pubblico che è il 90% delle persone che nel mondo usa un computer. E’ un obiettivo legittimo e personalmente le auguro di riuscirci (molte persone nelle comunità open source non sono del mio stesso avviso a giudicare dalle discussioni su molti blog e forum).Ma l’obiettivo è ambizioso, e per raggiungerlo Canonical ha scelto questa strada. Ma la cosa bella è che questo non elimina certo le altre distro dalla scena, e non impedisce di modificare o biforcare la stessa Ubuntu per farne qualcosa di diverso. Vivi e lascia vivere, cosa c’è di meglio dell’imbarazzo della scelta?🙂

      • Che la distro migliore sia quella che meglio si adatta alle nostre esingenze hai la mia firma. Ma ti faccio una domanda: da quando usi Unity la tua produttività e l’efficacia (non l’efficienza) di ciò che fai è aumentata rispetto, che so, a un Gnome 2 o ad un KDE? Se la tua risposta è si, allora hai trovato quello che fa per te. In caso contrario ovvero non del tutto, c’è qualcosa che non va.

        “Canonical mi pare abbia un obiettivo di fondo: portare il proprio sistema linux al grande pubblico”

        Spero che tutti si siano messi in testa che Canonical sia una azienda commerciale e come tale, deve ripeto deve, fare profitti. La comunità GNU/Linux e Canonical oramai sono slegate da ogni rapporto, se non quello di usare gli utenti Ubuntu come testers inconsapevoli.
        Puoi dirmi: ma a me sta bene e Ubuntu batte nel mio cuore. Ok, ma l’importante è la cognizione.

  6. @Wolf MD Come io ho scritto in un primo commento, io sul pc fisso, quello che uso maggiormente, uso KDE. Lo ritengo al momento quello che meglio si adatta alle mie esigenze. Uso Kubuntu perché trovo che abbia un’ottima compatibilità hardware, molto software disponibile, un’ampia comunità per il supporto e altro.

    Canonical è un’azienda, non c’è da metterselo in testa, è un dato di fatto😛 E lo scopo di ogni azienda è fare profitti, siamo d’accordo. Però Canonical fa profitti finanziando al contempo lo sviluppo di un prodotto che è a sorgente aperto, quindi liberamente modificabile e redistribuibile, e gratuito. Trova altre forme di finanziamento, come le revenue sugli acquisti fatti tramite dash su Amazon, le donazioni libere richieste al momento del download, il merchandising, le partnership e così via.

    Cosa vuol dire usare gli utenti come “tester inconsapevoli”? Ogni progetto open source ha una comunità che può contribuire o dare feedback, ma poi ci sono degli organismi interni e dei reponsabili del progetto che decidono. GNOME ha feature request vecchie di anni che non sono state prese in considerazione; ha deciso di sviluppare GNOME Shell che è stata da molti criticata. KDE con la versione 4.0 aveva visto la fuga di molti utenti e poi la creazione del fork Trinity. E dietro quei progetti non c’è un’azienda, ma fondazioni o comunità non commerciali. Purtroppo le decisioni vanno prese, e se un progetto si discosta troppo dalla nostra visione possiamo optare per qualcos’altro o crearcelo noi stessi.

    Io personalmente non uso Unity come DE principale, ma se devo fare una scommessa (per gli obiettivi di diffusione di Ubuntu) direi che hanno scelto la strada giusta. Poi magari mi sbaglio clamorosamente ma spero vivamente di no🙂

    P.S: spero con questa risposta di non venire censurato in quanto “cazzone pro-Canonical” incapace quindi di commentare in modo “costruttivo”🙂

    • No tranquillo, non mi piace insultare “amici linuxiani”🙂 come fanno su oneopensource e in generale la comunità che si scannano facendo idiote “guerre civili”.

      L’ esempio di GNOME calza, KDE il tempo gli ha dato ragione. Questo perché nonostante non ci sia una azienda dietro (insomma qualcuno direbbe che c’è un cappello rosso), non si segue un modello di sviluppo sano in cui la comunità decide. In tal senso e apprezzo molto, Debian docet.

      Non mi hai risposto sulla produttività: Unity giova ad un utente che produce o anche solo cerca e scarica porno?

      Converrai con me, che Unity sul desktop non è la strada migliore.

      • Unity giova a chi cerca e scarica porno?! Dove? Come?! Azz..dove ho messo la iso, raga scappo che devo correre a installare…

        Scherzi a parte..😛

        Sul primo punto facevo ironia, ma dopo essere stato bannato da un blog italiano di “amici linuxiani” in seguito a commenti civili ma contrari al parere dell’autore ed essermi beccato una minaccia di querela per aver reso nota la cosa postando con uno user diverso, sono sensibile al tema😉

        Sui vari modelli di sviluppo si può discutere. Io credo che la comunità da sola purtroppo non basti e raggiungere un obiettivo come quello dello sbarcare sul mercato (sia desktop che smartphone/tablet). Non dico che debba essere abbandonata, ma da sola non basta. Mozilla magari con Firefox OS dimostrerà il contrario e glielo auguro. Uno dei motivi per cui – nel caso specifico di Ubuntu – credo che la community non sia sufficiente, è che le persone che ne fanno parte sono in stragrande maggioranza completamente diverse (per conoscenze informatiche, formazione e tipologia di utilizzo del computer) dal target che si vuole raggiungere.

        Per la produttività – ripeto – non posso portare un esempio personale. Posso dirti che lavoro in una software house e molti colleghi programmatori utilizzano Unity e lo ritengono più produttivo di gnome 2. Altri invece lo rifuggono come la peste. Chiaramente la produttività è comunque soggettiva perché dipende dal modo in cui ciascuno lavora e dal tipo di compito da svolgere.

        La maggior parte degli utenti desktop utilizza ad oggi Microsoft Windows, si salva le icone delle applicazioni che usa più spesso (di solito massimo una decina) sulla scrivania o sulla barra. Interessa poco il fatto che la barra sia in basso o a sinistra. Le interessa avere i programmi che occorrono e che tutto funzioni il più possibile “out of the box”. Presta attenzione anche all’aspetto estetico. E tra loro forse c’è anche gente che non scarica porno😉

        La dash e le “lenti” secondo me sono una bella idea. Andrebbe organizzata meglio e andrebbero messi disclaimer chiari prima di attivare integrazioni con Amazon e compagnia bella, ma l’idea di centralizzare lì le ricerche e poter integrare lens di terze parti credo sia valida. Poi – come tu hai detto per KDE – chissà che il tempo non dia ragione a Marco Degnodelloshuttle…

  7. @thetall82

    “Sui vari modelli di sviluppo si può discutere. Io credo che la comunità da sola purtroppo non basti e raggiungere un obiettivo come quello dello sbarcare sul mercato…”

    Mi sono fatto questa idea: se i prodotti di Canonical sbancheranno il mercato, Linux e la sua comunità guadagnerà poco e nulla. Anzi. Come Apple con MacOS e Google con Android: cosa ci ha guadagnato la comunità BSD con l’Apple? E la comunità GNU/Linux con Android? Le persone hanno il “sentore” di linux e nulla più.

    Sulla questione se anche per Unity il tempo darà ragione o meno come è avvenuto per KDE, non condivido perché il team KDE anche se il 4.0 era una disgrazia comunque stava sviluppando un qualcosa orientato al desktop. Unity no. Se ti ricordi come è nato, cioè come interfaccia per netbook, poi sviluppato per tablet, smartphone e TV, il lato desktop sembra quasi un “danno collaterale”🙂

    Questo è il mio pensiero. Chissà, tra magari 10 anni non ci faremo più caso ad avere un unica interfaccia tra oggetti produttivi con finalità diverse.

    • “Mi sono fatto questa idea: se i prodotti di Canonical sbancheranno il mercato, Linux e la sua comunità guadagnerà poco e nulla.”

      Sono completamente in disaccordo su questo🙂

      Già il piccolo interesse di Valve per il mondo Linux con la realizzazione del client Steam nativo ha portato contributi di Valve stessa alla compatibilità dei driver grafici e contributi anche direttamente al kernel. Una diffusione maggiore di linux sui pc domestici e sui tablet/smartphone porterebbe probabilmente alcuni problemi (come ad es. la maggior diffusione di virus e malware) ma anche vantaggi, come ad esempio il porting di sw commerciali verso linux e il miglioramento di sw alternativi free. Mia moglie sul portatile ha Windows. Fa l’architetto, le serve AutoCAD. E Wine non è un’alternativa valida a un software nativo. In azienda abbiamo una web agency interna, e i ragazzi mi dicono che per quanto Gimp sia un buon programma, per l’uso professionale non eguaglia Photoshop. Una platea più ampia porterebbe nuovi software e nuovi software alternativi, più scelta e sperabilmente ancora maggior qualità.

      “Sulla questione se anche per Unity il tempo darà ragione o meno come è avvenuto per KDE, non condivido perché il team KDE anche se il 4.0 era una disgrazia comunque stava sviluppando un qualcosa orientato al desktop.”

      Il primo pensiero quando ho provato – per curiosità – Unity (oltre un anno dopo che era uscito) è stato una roba tipo “(parte autocensurata) ‘sta roba va bene per i netbook ma sul desktop è scomodissimo! che cosa gli è saltato in mente?!” Quindi concordo con te🙂 Ma in realtà provandolo ora, dal portatile in giù (come dimensione dello schermo) devo dire che per un utente medio potrebbe essere sia produttivo che accattivante. E’ una scommessa, vedremo che cosa ne sarà tra un paio d’anni…

      • Vista la rotta dell’astronauta, ossia tablet e smartphone, dubito che le aziende di alto profilo produrranno software per Linux.
        Gioisco dell’attenzione informatica che ha avuto Linux tramite Ubuntu; meno quando penso a dove si andrà a parare.

        Cionnondiméno, vedremo come andrà a finire.

  8. ciao Picchio, io sono spudoratamente pigro, lo sai, così dall’avvento di unity sono passato a mint; oggi scopro un interessante progetto di quattro bravi ragazzi (i cui nomi non mi tornano affatto nuovi! Bit3Lux, Juhan, Squittymouse e Lightuono)… LUBIT Linux (linko per correttezza http://parliamodi-ubuntu.blogspot.it/2013/05/lubit-linux-106-pronta-al-download.html). Alla fin dei conti, intendo dire, questa cappero di interfaccia unica per pc, tablet, smartphone, macchina fotografica, lavatrice, accendino, doccia etc. ha un senso ai fini commerciali (lecito per canonical) ma utilizzare il loro lavoro per personalizzare e rendere un servizio semplice ed utile ad altri utenti ha ancora il suo fascino

    • We canopus da quanto tempo, sono felice di rileggerti qui😀

      Per quanto riguarda la distro sviluppata dai nostri amici non posso che fargli i complimenti, gli ho pure dedicato una articolo su OneOpenSource, da tempo partecipavano a vari progetti di blogging condivisi ed erano anni che progettavano la cosa. Speriamo che il tutto abbia successo, purtroppo non l’ho ancora provata perché tra esami e lavoro non ho poco tempo libero.

  9. Sicuramente hai ragione, ma alcuni mi hanno riferito che Unity su Arch non è affatto male. Riguardo Compiz non è così terribile, lo uso sulla mia arch con mate e funziona egregiamente e lo dico da amante di KDE😀

    • Si certo non è male finché non si aggiorna il sistema e rompe la qualsiasi a causa di dipendenze troppo aggiornate LOL Unity è un progetto nato, cresciuto e creato unicamente per Ubuntu, un po come Cinnamon per Linux Mint.

      Compiz non è male è vero ma è una mattone non più sviluppato, lo stesso ex sviluppatore ha ammesso che è un progetto fallito perché sfrattato da tutte le distribuzioni in favore di altro. Resta a KDE ti conviene😄

  10. non sono affatto daccordo , o almeno non lo sono per nulla quando la discussione la si incentra sulle versioni intermedie del SO di Ubuntu.
    L’ uniica versione stabile da sempre , in ubuntu è la versione LTS con supporto a lungo termine 5 anni .
    Le versioni intermedie da sempre sono versioni con funzioni di test esteso su larga scala , equiparabili a Sid e testing in Debian. Semplicemente assurdo aspettarsi stabilità e funzionalità sicure su versioni instabili.
    Se hai bisogno di una versione Ubuntu o Debian stabili e sicure , in debian saranno sempre e solo Debian Stable , in Ubuntu LTS .

    • Ma scusa allora perché non la smettono con sti rilasci semestrali ? E perché non la smettono di chiamare “stable release” le versioni non LTS? Io dico che Canonical dovrebbe cambiare ciclo di rilasci da anni ormai ma non lo fa per questioni di “fighettagine” e di pubblicità alla distro nel periodo di rilascio.

      Se tu mi dici che è stabile allora DEVE esserlo, non puoi spaccarla per stabile e poi venirmi a dire che “si ma tanto si sa che solo le LTS sono stabili”, questo non è un comportamento da azienda seria ed equivale a nascondersi dietro un dito come fanno i bambini.

      Detto questo di solito quando si parla di Debian si utilizzano diverse varianti del termine stabile: Stabile per i server? Debian Stable. Stabile per i desktop e correttamente aggiornata ? Debian Testing.

      Debian è una distro molto particolare perché ha ben 3 rami di testing (testing, Sid e Experimental) dunque ci sono diverse scremature di stabile. Io personalmente nel periodo di freeze di Squeeze sono stato felicemente su Sid per un sacco di tempo poi una volta rilasciata Squeeze sono arrivati i problemi ovvero gli update di udev, GNOME 3 e altra roba che hanno rotto il sistema dopo anni di update e pinning xD (nulla di irreparabile ho solo avviato in recovery e ho zappato via qualche directory)

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