Recensione: Tiny and Big

Rieccomi in questa rubrica dedicata al mondo dei giochi per Linux, oggi voglio parlarvi di uno dei migliori giochi indie a cui abbia mai giocato ovvero Tiny and Big: Grandpad’s Leftovers

tiny&big

Trama:

Il nostro ero Tiny si trova in mezzo ad un enorme deserto a bordo di un veicolo, in particolare è alla ricerca delle mutande di suo nonno che gli sono state sottratte da suo fratello maggiore ovvero Big. Dunque mentre stiamo viaggiano a velocità folle in mezzo al nulla la macchina esplode e finiamo dentro una specie di rupe, qui comincia il nostro viaggio alla ricerca delle mutande.

Gameplay:

Il gioco è un GDR 3D con visuale in terza persona, può essere giocato con un controller ma io mi sono trovato meglio usando mouse e tastiera. Dopo l’esplosione ci ritroveremo senza la nostra attrezzatura che è composta da un fucile laser, un lancia razzi e un rampino, sono 3 strumenti essenziali che troveremo quasi subito.

Il gioco mi ha colpito molto per via delle battute demenziali del protagonista e del suo assistente che farà sentire la propria presenza attraverso la radio che il nostro protagonista avrà sempre con se. Oltre alle gag il gameplay in se è qualcosa di eccezionale, in pratica per superare i vari livelli dovremo usare il laser per tagliare le immense rocce che ci troveremo davanti e poi usando il razzo o il rampino dovremo spostare e sistemarle in modo tale da poterle scalare con facilità.

Ci ritroveremo spesso a dover agire su sassi e rocce davvero immensi usando il laser per tagliarli e il rampino o i razzi per spostarli nella posizione più adatta oppure per toglierli di mezzo, il tutto ci farà sentire come delle divinità che stanno creando un nuovo mondo. Io stesso mi sono concesso diverse sessioni di taglio col laser per il puro divertimento (passando ore ad e ore a sembrare rocce, monoliti e statue immense), senza contare che ogni tot di tagli si sblocca un achievement!

Nel gioco dovremo anche raccogliere dei sassi più piccoli che andranno a finire nella nostra collezione assieme a delle musicassette che sbloccheranno nuovi brani da ascoltare durante il gioco. Parlano proprio delle musiche devono fare i mie complimenti al team di sviluppo perché sono davvero belle e rendono perfettamente negli ambienti che andremo ad esplorare.

Gli ambienti poi sono disegnati davvero bene con molti dettagli, ovviamente si parla di una grafica stile cartone animato ma io personalmente amo i giochi di questo tipo e trovarne sempre di più in giro mi fa piacere.

Durate i livelli può capire di imbattersi in alcune aree segrete, di solito sono grotte o stanze nascoste nella quale troveremo parti della storia di un popolo del deserto nella quale ci troviamo, le storie ricordano le pitture rupestri e sono impresse su grossa lastre di pietra tonde.

In alcune di queste aree segrete potremo imbatterci anche in delle console da bar come quelle che si trovano ancora oggi nelle sale giochi, una chicca nel settore “aree segrete” è stato il ritrovamento di un intero studio di registrazione con all’interno uno di questi cabinati vintage.

Avvicinandosi a questi cabinati saremo catapultati dentro dei mini giochi che saranno in pratica delle prove di abilità nell’uso del rampino, del lancia razzi o del fucile laser, la cosa carina e che all’interno del cabinato il mondo diventare tutto verdognolo come sui primi gameboy con schermo in bianco e nero😀

Se non ve lo siete chiesto allora adesso ve lo farò notare: Perché Tiny e Big si contendono le mutande del nonno?! Be perché le suddette donando dei poteri mentali di telecinesi, infatti il nostro fratellone cattivo via via che avanzeremo nei livelli ci tirerà sassi e pezzi di roccia sempre più grandi sino ad arrivare ad interi monoliti, il tutto usando la forza del pensiero (trucco mentale Jedi?! LOL).

L’unica pecca che ho riscontrato nel gioco è la longevità, infatti io l’ho finito in due giorni di gioco intenso (8 ore circa), tuttavia il gioco è talmente bello che vi verrà immediatamente voglia di rigiocarci per completare i mini giochi e per trovare tutte le musicassette!

Piattaforma di gioco e porting su Linux:

Come al solito ho giocato usando il client di Steam per Linux in accoppiata con la mia fida Arch, il porting è stato fatto davvero bene e non ho rilevato bug o imperfezioni varie.

Lo ricompreresti ?

Si immediatamente, senza pensarci mezza volta, è uno dei migliori titoli indie in circolazione e fa la sua porca figura anche a confronto con titoloni più blasonati, senza contare che ancora oggi dopo un mese mi regala sempre qualche ora di divertimento. Io l’ho preso in saldo a 4€ ma di norma costa 10€, quindi nemmeno tanto rispetto alla qualità del gioco.

:# /dev/null/

2 thoughts on “Recensione: Tiny and Big

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