Appunti vari della settimana

Ho avuto un paio di problemini nella settimana che ho risolto molto facilmente, volevo condividere le soluzioni con voi perché possono essere utili anche al voi. Per prima cosa ho comprato il DLC di Trine 2: Goblin Menace, dopo il passaggio della mia Arch Linux ai 64bit Trine 2 non si avviava più perché  servono delle librerie gtk2 che si trovano sul repository multilib:

sudo pacman -S lib32-gtk2

Si poterà dietro un po di roba e alla fine sarà possibile giocare a Trine 2 anche sulla vostra Arch Linux a 64bit.

Altro problema che in cui sono incappato riguarda alsa, ogni 2×3 al reboot si settava sulla scheda audio HDMI della scheda Nvidia, che essendo vuota diciamo che non faceva sentire un cazzo dunque dovevo riavviare e sperare che alsa si decida ad attivarmi la scheda audio intel della scheda madre. Per evitare questa rottura di cazzo è possibile dire ad alsa qualche scheda audio usare di default creando un file chiamato alsa-base.conf dentro /etc/modprobe.d/

sudo nano alsa-base.conf

e settiamo la scheda intel come primaria incollando queste due righe:

options snd slots=snd_hda_intel
options snd_hda_intel index=0

Al prossimo reboot non dovreste avere più problemi e potremo ascoltare i nostri porni tranquillamente.

L’ultima cosa l’ho scoperta per caso su Google+, pare che VLC supporti l’accelerazione hardware su GPU (come SMplayer) io non ne sapevo nulla ma oggi un tizio mi ha detto come attivarla e adesso posso finalmente vedere i porni sfruttando la mia GPU Nvidia al 100% per guardare i porni a 1080p :D

Si attiva da Strumenti>Preferenze>Impostazioni di ingresso e codificatori e spuntate su “Usa decodifica accelerata dalla GPU”

:# /dev/null/

Fonte: Wiki di Arch Linux 

Mettiamo il turbo sburlo al nostro androide da 99 euri

In un tranquillo pomeriggio di domenica io e Julian ci siamo messi a modificare il mio androide per vedere di velocizzarlo un po. La procedura è stata trovata da Julian e ha un po velocizzato le prestazioni del mio device ma nulla di trascendentale visto che comunque il telefono disponine di una CPU e di una quantità di Ram davvero scarsa.

Prima di tutto dobbiamo assicurarci di avere i poteri di utente root e di aver flashato il nostro device con una delle mille mila rom di CyanogenMod. Nel mio caso sto sto usando LunarPrima una rom basata su CyanogenMod 7.2 (quindi Android 2.3.7).

Dunque una volta faccio ciò fatevi un backup dei vostri dati sensibili della scheda microSD e preparativi a formattarla, io ho pure effettuato un wipe prima di fare la procedura. Personalmente ho usato il tool da shell chiamato cfdisk per partizionare, noi dobbiamo dividere la schedina in due partizioni una da 3GB in Fat32 e l’altra da 1GB in ext4. Ovviamente le dimensioni variano a secondo della capienza della vostra microSD, io ad esempio ne uso una da 4GB ma voi regolativi di conseguenza se la vostra scheda è più piccola o più grande.

Ricordatevi tutte e due le partizioni devono essere primarie, in oltre usando ext4 dovrete fare in modo che non si attivi il Journaling, funzione molto utile per i dischi tradizionali ma che a lungo andare può uccidere le vostre schedine e i vostri SSD.

Io ho usato questo comando per formattare in ext4 senza attivare il journaling:

sudo mke2fs -t ext4 -O ^has_journal /dev/sdc2

Nel mio caso sdc2 è la partizione più piccola, ora formattiamo in fat32 la partizione più grande che nel mio caso si chiama sdc1:

sudo mkfs.vfat /dev/sdc1

Una volta finito possiamo reinserire la scheda microSD sul nostro device a avviarlo, fatto questo dal Puppe Play Store  installiamo Mounts2SD, concediamogli i poteri di root, ci chiederà di configurare busybox e di installare degli script  quindi facciamolo e poi dovremo riavviamo il device.

Ci metterà diversi minuti a riavviarsi perché l’intero sistema Android si sta spostando nella partizione da 1GB formattata in ext4, sfruttando questo espediente ora non avremo più problemi con la memoria interna perché le applicazioni che installiamo si scaricheranno/scompatteranno/installeranno sempre in quella partizione dedicata.

Infatti le applicazioni del Play Store, si scompattavano sempre nella memoria interna e quando essa si riempiva tutta fallivano l’installazione, adesso invece abbiamo aggirato il problema visto che l’intero sistema opererà sulla scheda microSD. Ovviamente non abbiamo spostato tutto Android li dentro, infatti il Kernel Linux e tutti i tool base del sistema, compresa la rom, sono rimasti nella memoria interna cosi se si frigge la microSD non abbiamo problemi.

Una volta riavvino dovremo già notare un piccolo aumento delle prestazioni, ext4 è un file system anni luce avanti a fat32 o a NTFS su questo non ci piove. Adesso proseguiamo installando un’altra applicazione sviluppata dalla comunità di XDA, si chiama Seeder e purtroppo non si trova nel Play Store ma trovate il comodo .apk qui.

Una volta installata abilitate tutte le opzioni e tappate su ON, fatto questo controllate il livello di entropy che nel mio caso raggiungeva picchi di 4000. Quest’applicazione migliora notevolmente la gestione delle risorse di Android andando a magheggiare con le richieste I/O del sistema operativo.

Grazie a questa applicazione i lag si sono ridotti notevolmente, io per adesso sto usando il profilo Light in modo tale da non incidere troppo sui consumi energetici ma voi potete sperimentare profili più aggressivi che migliorano ancora le prestazioni ma aumentano, anche di molto, i consumi della batteria quindi fate vobis. Se volete qualche informazione in più vi rimando al thread ufficiale sul forum di XDA.

Adesso per ultima cosa installiamo dal Play Store l’app chiamata RAM Booster, io personalmente ho disabilitato le opzioni del widgtet di copertina, di schermata e il boost a schermo spento. Ho abilitato invece l’icona nella barra delle notifiche.

Quest’applicazione libera memoria Ram chiudendo le applicazioni in uso, anche del sistema, quindi va usata con cautela solo quando il vostro device accusa molti lag o rallentamenti dovuti ad app molto pesanti. Per effettuare le liberazione forzata di memoria Ram vi basterà tappare nella notifica presente nel menù a tendina in alto sinistra.

Dunque siamo finalmente arrivati alla fine, adesso le prestazioni del vostro telefono dovrebbero essere migliorate, ovviamente come scritto sopra non è possibile fare miracoli ma usando la tecnica delle partizioni dedicate come avviene sulle distribuzioni GNU/Linux* possiamo migliorare la nostra esperienza utente del telefono.

Vorrei ringraziare di cuore Julian per avermi fatto scoprire queste applicazioni e per avermi guidato via hangout nelle varie procedure, contate che riuscire a partizionare è stato un parto perché gparted non ne voleva sapere di riconoscere le partizioni quindi ho dovuto agire con cfdisk per questo.

Ora vi lascio due immagini del device a lavoro finito: 
screenshot-1368378338665

screenshot-1368378364435

screenshot-1368380991107

:# /dev/null/

PS: ovviamente un grazie va anche ai developer delle applicazioni, senza di loro non avrei potuto fare nulla di tutto ciò che ho scritto sopra.

Note: Sulla mia Arch Linux ad esempio ho 3 partizioni una da pochi MB per la partizione di /boot dove risiede il bootloader Grub2, una partizione /root di una decina di GB dove risiede il kernel linux e tutti i tool di sistema unix e i vari programmi installati, e una partizione /home di circa 450GB dove stanno i settaggi delle mie applicazioni, dell’ambiente grafico, i mie giochi, la mia musica, video, immagini porne, ecc.

Dividendo in questo modo il sistema ad esempio possiamo in 10 minuti migrare da un sistema a 32bit ad uno a 64bit senza dover ripristinare i mie dati, questo perché le uniche partizione che dovrò formattare saranno la /root e la /boot mentre la mia partizione con i mie dati (che comunque tengo sempre sotto backup su vari dischi esterni) ovvero la /home non viene toccata dal processo perché l’intero sistema operativo sta in una decina di GB all’interno della partizione di /root.

Comodo vero? Lo stesso avviene se vogliamo cambiare bootloader o se per nostre elucubrazioni personali vogliamo cambiare distribuzioni, infatti saranno sempre /boot e /root a essere formattate lasciando al sicuro i nostri dati sulla partizione più grossa.

Fonti: Wiki di Arch Linux; Wikipedia

Ubuntu cosa mi sei diventato?

Anni fa cominciai la mia esperienza nel mondo Linux installando Ubuntu 8.04, una delle migliori distribuzioni che Canonical abbia mai realizzato. Tuttavia col tempo Canonical ha avuto la pretesa di “reinventare” il desktop e proporre una sua visione dell’esperienza d’uso della distribuzione tutta sua.

Ora la stessa scelta l’ha fatta GNOME ma lo gnomo è un desktop enviroment mentre Canonical si dovrebbe occupare dello sviluppo di una buona distribuzione, che poi si occupi dello sviluppo di un’ambiente grafico per me non è necessariamente un bene.

Qualche giorno fa mi sono reso conto che la partizione sul mio netbook dedicata ai test era li a prendere polvere da anni senza essere usata, li era installata una Linux Mint 11 con il caro vecchio GNOME 2. Cosi in un pomeriggio di scazzo ho deciso di riprovare Ubuntu dopo 2 anni da felice utente Arch.

Una volta montato il file ISO sulla penna USB con dd ho avviato Ubuntu 13.04 e dopo 10 minuti il sistema era installato , un reboot dopo mi ritrovo davanti ad una schermata di  login che è veramente bella, cazzo Canonical ha sfruttato davvero bene LightDM e ha realizzato una schermata di accesso che mi ha fatto drizzare il cazzo, penso proprio che proverò a fare la stessa cosa sulla mia Arch.

P1090008b

Una volta dentro altra cosa che mi ha meravigliato è la resa di font, con Ubuntu Font e qualche patch varia Canonical ha fatto veramente un buon lavoro, guardare i titoli delle finestre, i menù e le scritte varie è davvero un piacere.

Anche la dock di Unity, che segue il colore dello sfondo del desktop, è migliorata molto sia come fluidità e come integrazione con il sistema in generale. Insomma per le rifiniture grafiche e per il risparmio dello spazio sullo schermo Canonical ha fatto un buon lavoro non c’è che dire.

Schermata del 2013-05-07 19:27:48

Ma qui finiscono le note positive e iniziano le grosse note negative, infatti per la prima volta devo lamentarmi della “stabilità” delle distribuzione. Ad ogni avvio di Ubuntu 13.04 c’è sempre un programma che crasha, programmi come “Impostazioni di sistema” che sono essenziali si chiudono in modo inaspettato.

Nota dolente è ancora il Software Center, al primo avvio si e quasi freezato e nei successivi avvi ci mette diversi secondi per aprirsi, ora questo può dipendere dal mio hardware ma cavolo sono anni che è in sviluppo, cosa vi costa alleggerire il codice ?

Altra imperfezione l’ho rilevata con il programma per la cattura degli screenshot, quando premo il testo “stamp” lo schermo diventa totalmente bianco per alcuni secondi, ok forse compiz vorrebbe propormi l’effetto “flash” della macchina fotografica ma cosi fa con po pena.

Ma ora arriviamo a quello che detesto di più di Ubuntu, ovvero la dash di Unity, tra vari sfarfallii durante l’utilizzo per me è davvero scomoda da usare, non c’è un pannello che raggruppi tutte le applicazioni installate ? Se devo cercare un programma di cui non ricordo il nome ?

O te lo ricordi, oppure ci vai per intuizione, tipo “mail” per la posta oppure “video” per VLC, ecc. Ma questo non arriverà mai alla comodità di un cazzo di menù con due categorie messe in croce.

Senza contare che adesso durante l’utilizzo hai pure la rottura di scatole delle ricerche su Amazon automatiche, si ok sono disattivatili  ma personalmente io penso anche che uno strumento sul mio desktop serva per lanciare le mie applicazioni o per leggere i mie dati, poi per il resto c’è il browser.

Insomma un’esperienza utente oscillante, gli aspetti grafici sono davvero ben curanti ma per me si sente la mancanza di un ambiente grafico serio come era GNOME 2. Dunque secondo la mia opinione Ubuntu è bocciato, da quanto si è lanciato in questa avventura che è Unity per me è diventato inusabile senza contare che ha scelto un windows manager come Compiz che è ormai morto e che serve solo per fare scena, quando c’erano wm anni luce avanti come kwin da poter usare e da foraggiare.

Adesso faccio un reboot e avvio la mia Arch cosi almeno torno a poter usare il computer. Ubuntu cosa mi sei diventato? Una volta era la distribuzione migliore nel panorama GNU/Linux oggi invece rischi di diventare la ragione per cui la gente lascia il mondo GNU/Linux. Meno male che esistono decine di distribuzioni nella quale l’utente si può ritrovare e usare con felicità.

:# /dev/null/

PS: le mie prove sono state effettuate su un pc certificato da Canonical ovvero l’ASUS PX1011, quindi il mio hardware funziona out-of-the-box con Ubuntu dunque non mi spiego gli sfarfalli che riscontro durante l’utilizzo del Dash di Unity.

PSS: ovviamente tutti i commenti dei cazzoni pro-Canonical verranno segati quindi se dovete commentare fatelo in modo costruttivo.